Il MES per la moda: come valutare il costo delle commesse

15 maggio 2019

Come misurare la creatività? Il fashion è l’esplosione della fantasia che fa tendenza e nessun designer si farebbe mai ingabbiare da un’etichetta. Però la collezione va prodotta e qualcuno deve pagarla. Quanto? Per saperlo le aziendesi affidano a un MES per la moda, ovvero un Manufacturing Execution System. Un traduttore, un software capace di trasferire l’immaginazione creativa dello stilista in direttive ottimali di produzione, e di quantificare in maniera chiara e allo stesso tempo flessibile la risposta alla domanda che tutti fanno: quanto costa?

 

MES per la moda: conoscenza dei costi

Il MES non fa solo questo, ma sicuramente avere ben chiari i costi prima di accettare la commessa, e cominciare la produzione sapendo perfettamente quali sono le possibili difficoltà e le tempistiche da seguire, è un ottimo punto di partenza. E lo è anche e soprattutto se alcune fasi della produzione devono essere assegnate ad aziende terze: occorre descrivere loro molto bene qual è il loro compito ed entro quando deve essere terminato, con quale remunerazione.

 

Modelli standard per ricreare qualunque idea creativa

Quando si riceve uno schizzo di produzione con le note a corredo, che sia un pdf o un foglio di carta con il figurino, una fotografia, tante misure e descrizioni, le varianti, i colori, a volte anche le idiosincrasie di chi ha ideato il modello che traspaiono da descrizioni personali e modi di dire locali, ricondurlo a qualcosa di standard sembra un’impresa improba. Il MES per la moda nasce dall’esperienza di chi di commesse ne ha viste migliaia e non da ieri, ma da parecchi anni a questa parte. Il trucco, se così si può dire, consiste nel ricondurre i tanti elementi che compongono la commessa a una serie di modelli, di moduli di produzione, elencati all’interno del software e capaci di riprodurre esattamente il pensiero creativo scomponendolo in parti più piccole e standard. Di ciascuna componente vengono specificate le caratteristiche, tradotte poi in operazioni sulle macchine e in tempo lavorato da parte del personale. Dal più piccolo bottone alla resa finale del capo, dai diversi modelli di colletto, di manica o di tasca, tutto è finemente analizzato dal sistema e ricondotto ad attività da svolgere in fabbrica.

MES per la moda: ordinare la creatività

La flessibilità di un software MES sapientemente costruito è data proprio da questa capacità di ricondurre a una logica standard qualsiasi richiesta possa essere contenuta nella commessa, naturalmente in funzione delle possibilità dell’industria produttrice che c’è dietro, delle capacità degli addetti e dei macchinari. Una flessibilità di analisi che si riflette direttamente nella capacità di chi produce di cambiare in corso d’opera, se richiesto, proponendo al committente un costo commisurato al reale impegno di produzione. Tutte le informazioni raccolte infatti si riversano nella scheda costo che semplicemente mette insieme, per ciascun modello, i costi quantificati in precedenza per le diverse componenti della commessa. Componenti che, appunto, si possono variare alla bisogna senza perdere il controllo sui costi e i tempi di produzione. Una chiarezza e linearità che sicuramente viene molto apprezzata anche dai terzisti, se l’azienda se ne serve. I piccoli produttori che di solito svolgono questa funzione hanno meno difficoltà a realizzare quanto commissionato nei tempi dovuti, se tutto è chiaro da subito.

 

Conoscere le tempistiche di configurazione

La domanda che verrebbe da fare allora è questa: ma quanto tempo ci vuole per configurare il MES per la moda, scomporre la commessa e valutarne precisamente il costo? La risposta ovviamente dipende da tanti fattori, dalla complessità delle strutture di produzione e della collezione da produrre. Cominciamo dalla configurazione, cioè la definizione di tutte le componenti, dalla più macroscopica alla meno visibile, che compongono i capi e le collezioni: anche se, nella peggiore delle ipotesi, si trattasse di impegnare sei mesi di tempo, sarebbe comunque un lavoro fatto una volta per tutte, e in genere le aziende più quotate per la fornitura di un MES offrono una valida consulenza per ridurla al minimo e massimizzare la resa. Si tratta infatti di un’operazione che viene fatta quando si installa il sistema, e se mai si aggiorna successivamente nel caso arrivi una nuova macchina capace di realizzare lavorazioni diverse che si aggiungono a quelle già previste. Dopo è valida per tutte le commesse che arrivano.

Finalmente, valutare

La seconda fase, quella della valutazione vera e propria della commessa, è la fase di traduzione del foglio che arriva dal committente con le indicazioni della collezione in un piano di lavoro efficace. Ciò che fa è sfruttare la descrizione degli elementi già contenuta nel MES, configurato su misura per le capacità e le necessità dell’azienda. Anche la durata di questa attività dipende da una serie di fattori, indicativamente si aggira sulle due settimane e una volta fatta si ha la certezza dei costi e dei tempi, delle operazioni da fare e delle ore necessarie per completarle, per ogni capo e ogni singola variante. Per ogni commessa la quantificazione diventa un’operazione di routine che non presenta ambiguità e si fa in un tempo tutto sommato breve, che diventa ancora più breve se si ragiona sul fatto che i dati sono poi già pronti per avviare il lavoro dei terzisti e sono strutturati in modo tale da ridurre al minimo il rischio di errori, elevare la qualità della produzione e conoscere esattamente ciò che succede in fabbrica. Si risparmia molto tempo in realtà, e anche tanta carta.

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Topics: MES Moda